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Al primo posto un progetto che prevede l'uso sociale delle abitazioni.
(la Repubblica) - Ascensori verticali a basso impatto visivo e otto abitazioni trasformate in rifugi: sono solo alcune delle soluzioni ipotizzate dagli architetti che hanno partecipato al concorso internazionale di idee per la riqualificazione paesaggistica, urbanistica e architettonica di Pizzo Sella.
E poi, grande attenzione ai percorsi naturalistici e all'ambiente: in questo senso sono stati pensati una grande cellula fotovoltaica e un bacino per depurare l´acqua, oltre ad un centro ricerca scientifico naturalistico.
Ma c'è anche chi ipotizza di abbattere tutte le costruzioni e restituire la collina alla natura.
Primo classificato un piano che prevede percorsi naturalistici e l´uso sociale delle case
Il dilemma è un po´ quello della vita: affrontare i problemi a muso duro o cercare una riconciliazione? Abbattere le case di Pizzo Sella o pensare ad un restyling? A questa domanda che rimane sospesa, provano a rispondere gli architetti che hanno partecipato al concorso internazionale di idee per la riqualificazione paesaggistica, urbanistica e architettonica di Pizzo Sella, organizzato dall´Ordine degli architetti di Palermo. Le proposte per il concorso e i progetti premiati sono adesso in mostra a Sant´Erasmo, in occasione del Congresso nazionale degli architetti che si svolge fino a domani in città.
Tre i premiati, con due ex aequo per il secondo e il terzo posto; e poi tre menzioni per singoli concorrenti. La commissione, presieduta da Franco Zagari si è dichiarata disposta a raccogliere «proposte a tutto campo», ma per l´attribuzione del primo premio (10 mila euro) si è scelto un progetto che alla base ha una sostanziosa fattibilità. Nel senso che agisce sulle abitazioni preesistenti trasformandole in edifici di uso sociale e apportando solo alcune modifiche, come raccontano gli architetti Paolo Venturella, Rita De Simone, Leonarda Chirco, Emanuele Guglielmi, Roberto Biondo, Domenico Arrostuto in collaborazione con Giovanni Castronovo, che spiegano: «Abbattere - dicono - non è realmente percorribile. Così abbiamo pensato di migliorare i collegamenti della collina con la parte di via dell´Olimpo, installare ascensori verticali a basso impatto visivo e trasformare otto abitazioni in rifugi. Molta attenzione verrà riservata ai percorsi naturalistici, non dimentichiamo che la collina è parte della riserva di Capo Gallo». Nell´ottica di questa attenzione, una grande cellula fotovoltaica e un bacino per depurare l´acqua, oltre ad un centro ricerca scientifico naturalistico.




